svegliarsi col mal di testa manco fosse esplosa na bomba carta a due milimetri di distanza certe mattine può fare bene, soprattutto se si è in sta fase apaticotrascendetale della vita, ti fa...come dire...focalizzare sulle cose importanti che hai passato o che stai passando o che non ti capitano e sfiorano minimamente da mesi e mesi di non belligeranza con te stesso o contro qualcun'altro.
Capisci che è millemila volte meglio ritornare al vecchio se, al vecchio io con l'acqua lorda dei polpi in testa, con il sorriso stampato in faccia, con quella non voglia di non vivere, con quel desiderio di correre e correre e lasciarsi tutto dietro, fuggendo semplicemente perchè prima o poi qualcuno che corre con te lo trovi, magari ti affianca durante la tua corsa forsennata verso la felicità, o magari è lì che ti aspetta col piedino battente e le braccia incrociate e ti dice, ciao bello era ora che arrivassi, e tu con la sindrome da principeazzurro sei pronto a prenderla sul tuo cavallo bianco e a correre a peridfiato e a respirare a quattro polmoni....perchè scrivo tutto ciò? non so, svegliarsi la mattina con un mal di testa grande quanto il debito pubblico del botswana ti fa capire tante cose, anche confuse, anche vecchie di anni e anni di riflessioni, anche nozioni e autodefinizioni riprese e spolverate dalla libreria dei tuoi pensieri più reconditi, ti fa pensare a tutto e ti rendi conto che non hai niente....ma tutto questo tutto e niente porta soltanto a un semplice singolo movimento del labbro superiore che si arriccia, si torce dolcemente in un ghigno dal vago sapore di sorriso, in un sorriso dal macabro gusto amaro, in una sana e copiosa introspezione che non porta a niente se non a dire.....ma vaffanculo!